Finiti i bagordi delle feste, del periodo di infortunio e quant'altro, lo Stebo piomba in una crisi mistica e chiede al gruppo degli amici di essere bannato dall'invio quotidiano degli MMS. Attoniti i suoi compagni di sventura accettano di mal grado la scelta del grande vecchio del giovedì, preoccupandosi della sua condizione psico-fisica, alterata notevolmente dalla mole di lavoro e dai febbricitanti preparativi per l'imminente comunione del primogenito (little Stebo, quindi Little Steven).
Per dare movimento a un giovedì privo del solito incontro causa Ceghedaccio, di cui diremo, Branca pensa bene di infortunarsi alla caviglia (no, il mio amico Marco stavolta non c'entra) e restare a casa, duro e rigido, a godere della sua PSP e maledire la volta in cui non hapreso il modem wireless per beneficiare della ormai insostituibile fedeltà senza fili (Wi-Fi). E intanto, cosa insolita per lui, posta foto su foto in flickr: ci deve essere uno strano pollne nell'aria (come fare per combatter ala fastidiosa allergia?).
Ciò a cui i membri superstiti - Maxx, Nick e Walter - paiono non essere allergici è la patata che sarà presente in quantità industriali (c.d. a pioggia) questa sera al Ceghedaccio, festa che si pone in antitesi all'Ultimo Impero di sabato 21 aprile ma di cui è assolutamente complementare. 8 o 9 le persone che partiranno dalla ridente Spilimbergo alla volta di Udine, zona fiera, per ballare al ritmo della musica anni '70 e '80 in compagnia di meravigliose zie di 35/40 anni ma con lo spirito (libero) di lolite 20enni alla loro prima esperienza ballerina.
Ma non si dimenticano, i tre fortunati, di chi soffre (e tanto meno di chi s'offre), rivolgendo a Padre Mariano e Stebo (impegnati più che mai in consuilenze fotografiche: meglio la Canon EOS 30D o la 400D?) quadi a pregarli di tornare i meravigliosi giuovini di un tempo, in barba aglianni che inesorabilmente passano, affinchè nulla cambi e tutto resti come prima. Congelare il tempo, spegnere e riaccendere magicamente il sole (un nuovo Sunshine), quasi a dare il via ad un nuovo ciclo, un reset di vita dove tutti siamo fanciulli e il meglio deve ancora venire.